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	<title>Coordinamento Regionale Donne IDV del Friuli Venezia Giulia</title>
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	<description>coordinamento regionale donne idv</description>
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		<title>Azienda sanitaria unica: contrarie le donne dell’Idv</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 09:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ivanadesabbata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[azienda sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[azienda sanitaria unica]]></category>
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		<description><![CDATA[ <strong>dal Messaggero del 17 maggio</strong>
«Il grande progetto regionale Ass unica? E’ solo una manovra elettorale. Tondo non punta a migliorare la qualità delle prestazioni, ma solo a modificare la distribuzione delle cariche al vertice». Partono all’attacco del governatore del Friuli Venezia Giulia i gruppi donne Idv per la sanità e l’assistenza[...]
<a target="_blank" href="http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2012/05/16/NZ_10_06.html?ref=search"><strong>leggi l'articolo</strong></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <strong>dal Messaggero del 17 maggio</strong><br />
«Il grande progetto regionale Ass unica? E’ solo una manovra elettorale. Tondo non punta a migliorare la qualità delle prestazioni, ma solo a modificare la distribuzione delle cariche al vertice». Partono all’attacco del governatore del Friuli Venezia Giulia i gruppi donne Idv per la sanità e l’assistenza[...]<br />
<a target="_blank" href="http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2012/05/16/NZ_10_06.html?ref=search"><strong>leggi l&#8217;articolo</strong></a></p>
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		<title>18 maggio: giornata internazionale contro l&#8217;omofobia</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 18:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielarosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[18 maggio giornata contro l'omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[contro l'omofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 18 maggio 2012 si celebra la giornata internazionale contro l&#8217;omofobia. Il ministro dell&#8217;Istruzione Francesco Profumo ha scelto di prendere un posizione  con una circolare rivolta ai  Dirigenti Scolastici con la quale si invitano i responsabili degli istituti a partecipare attivamente alla giornata istituita dal Parlamento europeo nel 2007. Sembra esserci un passo in più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 maggio 2012 si celebra la giornata internazionale contro l&#8217;omofobia.</p>
<p>Il ministro dell&#8217;Istruzione Francesco Profumo ha scelto di prendere un posizione  con una circolare rivolta ai  Dirigenti Scolastici con la quale si invitano i responsabili degli istituti a partecipare attivamente alla giornata istituita dal Parlamento europeo nel 2007.</p>
<p>Sembra esserci un passo in più rispetto alla campagna “Smonta il bullo”lanciata  &#8211; sempre nel 2007- dall&#8217;allora ministro Fioroni, che non conteneva ancora una sezione esplicitamente specifica per l&#8217;omofobia.</p>
<p>Ma l&#8217;aspetto forse più interessante è rappresentato dal fatto che ieri, all&#8217;interno di un convegno sulla famiglia, subito dopo l&#8217;intervento del cattolicissimo leader del Forum delle associazioni familiari Belletti, la ministra Fornero ha detto chiaramente “La famiglia tradizionale rischia di diventare un&#8217;eccezione. Oggi le famiglie di fatto chiedono di essere considerate famiglie, ci sono coabitazioni di persone dello stesso sesso che chiedono la stessa cosa. Dobbiamo distinguere la parte riconducibile ad un sistema di valori tradizionali e una visione aperta in cui tutti chiedono diritti. Non possiamo far finta di niente. Abbiamo il dovere di riflettere.”</p>
<p>Parole chiare quindi, espresse da chi ha già ampiamente dato dimostrazione di non temere danni di immagine nel proporre ai cittadini e alle cittadine di questo Paese soluzioni difficili ma ineludibili, proprio in quanto “nodi che vengono al pettine”ed è quindi necessario districare.</p>
<p>Può anche essere che in momento di calo di popolarità di questo governo, e della Fornero in particolare, con queste dichiarazioni si speri di rosicchiare qualche simpatia in più da parte di quelle migliaia di cittadine e cittadini che saranno chiamati alle elezioni del 2013, ma voglio pensare che le cose stiano diversamente.</p>
<p>Già nel 2011 infatti Il Presidente della Repubblica Napolitano, in occasione della stessa giornata contro l&#8217;omofobia, aveva dichiarato la propria preoccupazione “per il persistere di comportamenti ostili nei confronti di persone con orientamenti sessuali diversi. Atteggiamenti che contrastano con la Costituzione e la Carta dei diritti fondamentali della Ue”.</p>
<p>Credo che essere e  soprattutto <em>stare </em>in Europa non possa risolversi solo in termini di richiesta di sacrifici economici, ma debba tradursi  anche nel rispetto dei diritti di tutti/e, accorciando quella strada della lotta agli oscurantismi di tutti i tipi su cui  ci si è già espressi in precedenti occasioni.</p>
<p>Chi si confronta con le altre legislazioni europee quasi quotidianamente non può non prenderne atto. E quindi emancipare leggi e pensiero comune.</p>
<p>Einstein ha detto che “La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre”. Chissà se il Fontanini-pensiero sa cogliere la potenza della similitudine&#8230;&#8230;</p>
<p>                                                              Daniela Rosa</p>
<p>                                                   responsabile dipartimento cultura Idv</p>
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		<title>E&#8217; ancora lunga la strada contro gli oscurantismi&#8230;..</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 09:05:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielarosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dei gay]]></category>
		<category><![CDATA[fontanini contro i gay]]></category>
		<category><![CDATA[no all'omofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[Su “Coppie di fatto.it” si legge che l&#8217;articolo 9 della “Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea” garantisce il diritto di sposarsi e di costituire una famiglia; la formulazione di tale articolo è volontariamente ampia e consente di ottenere un riconoscimento e pari dignità anche all&#8217;unione di persone dello stesso sesso. La spinta verso una regolamentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su “Coppie di fatto.it” si legge che l&#8217;articolo 9 della “Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea” garantisce il diritto di sposarsi e di costituire una famiglia; la formulazione di tale articolo è volontariamente ampia e consente di ottenere un riconoscimento e pari dignità anche all&#8217;unione di persone dello stesso sesso.</p>
<p>La spinta verso una regolamentazione delle coppie di fatto anche a livello legislativo sta ormai pressando anche il legislatore italiano , ma su questa questione siamo ancora lontani dall&#8217;equiparazione delle coppie conviventi da quelle che hanno contratto matrimonio religioso o civile.</p>
<p>Figuriamoci quanto fumo può sollevare (così coprendo ben altre criticità)</p>
<p>la questione sollevata dal presidente Fontanini con le sue dichiarazioni contro le coppie omosessuali.</p>
<p>Fontanini non è purtroppo nuovo a queste “sparate ideologiche”: ci ha già esternato in passato il suo pensiero verso i disabili e gli immigrati extracomunitari. Ma il fumo, per quanto denso e nocivo, può essere affrontato con le adeguate maschere anti-gas forniteci da una corretta informazione.</p>
<p>Ciò che viene affermato dalla Cassazione nell&#8217;ultima sentenza del 16 marzo 2012 è che le coppie gay, se con l&#8217;attuale legislazione “non possono far valere il diritto di contrarre matrimonio e né il diritto alla trascrizione del matrimonio celebrato all&#8217;estero”, tuttavia hanno “il diritto alla vita familiare e a vivere liberamente una condizione di coppia”, con la possibilità, in presenza di “specifiche situazioni”, di un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata.</p>
<p>“Omogeneo” &#8211; dice la cassazione – non “privilegiato”o “sostitutivo”; ossia, nulla viene tolto alla famiglia tradizionale, così come a suo tempo l&#8217;introduzione della legge sul divorzio nulla toglieva a chi voleva restare sposato, e quella dell&#8217;interruzione spontanea di gravidanza non si imponeva a chi sceglieva di diventare madre!</p>
<p>Molti paese dell&#8217;Unione Europea hanno ormai non solo riconosciuto l&#8217;importanza delle unioni tra conviventi, legiferando opportunamente in tal senso, ma hanno dato anche pari dignità ai matrimoni civili contratti da persone dello stesso sesso rispetto a quelli contatti da persone di sesso differente; esempi in tal senso Spagna e Inghilterra.</p>
<p>In Italia, in cui le coppie di fatto ancora faticano a trovare tutela alla loro libertà di scelta, gli oscurantismi e gli opportunismi religiosi e politici aprono una bagarre sulle coppie omosessuali di puro stile fascista.</p>
<p>Per fortuna alcune menti aperte ed illuminate si aprono a posizioni equilibrate e sensibili: come il cardinale Martini , ad esempio, che in un libro-dialogo con Ignazio Marino afferma:” Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili. Io sostengo il matrimonio tradizionale con tutti i suoi valori e sono convinto che non vada messo in discussione. Se poi alcune persone di sesso diverso oppure anche dello stesso sesso ambiscono a formare un patto per dare stabilità alla loro coppia, perchè vogliono assolutamente che non sia?”</p>
<p>Il presidente nazionale di Arcigay &#8211; Patanè – commenta “..dalle parole del cardinale Martini emerge potente un&#8217;idea semplicissima: più diritti e giustizia per tutti non toglie diritti e giustizia a nessuno. Quel che resta avvilente è la farsa di cui danno testimonianza i partiti, sia a destra che a sinistra, se interpellati su queste questioni.</p>
<p>Ne sa qualcosa il consigliere comunale Pizza&#8230;.che, alla logica di Fontanini, non dovrebbe neanche essere friulano!</p>
<p> Daniela Rosa<br />
responsabile dipartimento regionale cultura</p>
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		<title>9 marzo. raccolta di firme delle donne IDV per le 14 leggi europee migliori per le donne</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 13:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolaschiratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Udine]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 9 marzo, dalle 17 alle 19, le donne dell’Idv saranno presenti in  Galleria Bardelli per una raccolta di firme, avviata da tempo anche negli altri paesi della UE,  volta a introdurre in maniera generalizzata quelle che sono state considerate, da movimenti e associazioni femminili di tutta Europa, le 14 migliori leggi europee a favore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 9 marzo, dalle 17 alle 19, le donne dell’Idv saranno presenti in  Galleria Bardelli per una raccolta di firme, avviata da tempo anche negli altri paesi della UE,  volta a introdurre in maniera generalizzata quelle che sono state considerate, da movimenti e associazioni femminili di tutta Europa, le 14 migliori leggi europee a favore delle donne.</p>
<p>L’obiettivo è quello di raccogliere un milione di firme per indurre la Commissione Europea. ad esprimere un orientamento verso gli Stati membri affinché  realizzino politiche unitarie e armoniose nell’ottica di una cittadinanza che estenda alle donne d’Europa tutele e diritti già conquistati in alcuni Paesi, ma non ancora recepiti in altri. </p>
<p>L’ iniziativa delle donne dell’Idv, già dibattuta in un convegno tenutosi a novembre, si concretizza nella settimana dell’8 marzo e vuole essere un’ occasione non solo per raccogliere firme, ma anche per distribuire materiali illustrativi, così da  far conoscere  la legislazione europea di genere e confrontarla con quella italiana, e per raccogliere proposte per degli adeguamenti che portino l’Italia a livelli accettabili per quanto riguarda una piena parità nell’accesso alle professioni e alla politica, nel rispetto delle differenze di genere.</p>
<p>Paola Schiratti</p>
<p>Coordinatrice regionale donne IDV</p>
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		<title>festa delle donne o donne cui&#8221; fare la festa&#8221;?</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 19:31:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielarosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[festa delle donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Che c&#8217;è da festeggiare, se sono gli altri che continuano a “farci la festa”? Per favore, smettiamola di chiamarla “follia omicida”. Questo cliché inserisce l&#8217;ultima strage commessa a Brescia – quasi una mattanza- in un contesto da patologia psichiatrica che esonera l&#8217;opinione pubblica dal chiedersi il “perchè” di una violenza o “che cosa avremmo fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che c&#8217;è da festeggiare, se sono gli altri che continuano a “farci la festa”?<br />
Per favore, smettiamola di chiamarla “follia omicida”. Questo cliché inserisce l&#8217;ultima strage commessa a Brescia – quasi una mattanza- in un contesto da patologia psichiatrica che esonera l&#8217;opinione pubblica dal chiedersi il “perchè” di una violenza o “che cosa avremmo fatto noi ?” se ci fossimo trovati al posto dei protagonisti , vittime e carnefici, nella stessa situazione.<br />
Domande scomode e spesso tabù, che gli individui scaricano subito da loro stessi  preferendo leggerle come qualcosa che non riguarda direttamente ciascuno di noi, ma solo le conseguenze di uno stato della mente di  qualcun altro, improvvisamente in delirio, che  scarta dalla “norma”appunto.<br />
Peccato che negli ultimi mesi questi casi  di “folle violenza omicida” siano stati tutt&#8217;altro che rari e con una escalation di cui, si volesse farlo, è difficile stabilire la gerarchia sia in termini quantitativi che qualitativi (il padre delle due gemelline svizzere scomparse tempo fa è più colpevole di quello che recentemente ha gettato  nel Tevere il proprio figlioletto terrorizzato?). E che dire sull&#8217;impossibilità di circoscrivere il fenomeno alle classi sociali più svantaggiate, quelle che comunemente definiamo “ambienti di povertà e degrado morale”, visto che le violenze domestiche non conoscono limiti di classe, essendo diffuse in ogni ceto sociale (parlare con gli addetti ai lavori se non ci si crede)?<br />
Queste reazioni criminali e violente che gli uomini hanno nei confronti delle donne cui sono/sono stati legati e ultimamente- troppo spesso -dei loro stessi figli, possono davvero essere riconducibili solo all&#8217;ambito psichiatrico, o non è il caso di allargare l&#8217;analisi,  partire dalle statistiche e  prendere atto che nel 2011 sono numericamente maggiori i numeri di omicidi perpetrati in famiglia di quelli avvenuti per mano della criminalità organizzata.?<br />
Ma se i dati statistici sono così impressionanti si possono ancora considerare i  crimini contro le donne come l&#8217;effetto eccezionale di varie forme di follia personale o non si deve piuttosto pensare che questi delitti affondano le loro radici nella “normale” cultura machista e  misogena, pervasiva e funesta, tuttora dominante nelle teste di troppi uomini del nostro paese? Quindi in questa cultura trovare l&#8217;origine del danno sociale che arrecano e dei danni incalcolabili dal punto di vista affettivo e morale.<br />
E cominciare a discuterne tra uomini e donne di buona volontà?</p>
<p>Le tecniche di dominazione storica degli uomini sulle donne praticano tuttora due strade: il potere (soprattutto del denaro) e  la sessualità, che per gli uomini rappresentano un diritto insindacabile e per le donne, e certo non per tutte, casomai un&#8217;ipotesi da conquistare, sclerotizzate dalla “miseria della “mascolinità” negli unici modelli autorizzati. Attenzione! Non solo quindi i ruoli consolidati di mogli o puttane, ma mogli o puttane “che sappiano stare al loro posto” che sono solo i maschi a decidere quale deve essere.<br />
Guai che una moglie abbia il coraggio di lasciare il marito che spesso la maltratta e la umilia con le sue crudeltà morali e fisiche, guai che dimostri di avere un cervello autonomo, un desiderio di rispetto di sé , del suo corpo, della sua irriducibile unicità e libertà, compresa quella, certo triste,  di non riuscire ad amare più. “O mia o di nessuno” questo ha detto l&#8217;autore della strage di Brescia. La donna come una proprietà. Fine della discussione.<br />
L&#8217;ultima chance per le donne resta la seduzione, ossia una  tecnica di manipolazione a sfondo sessuale dell&#8217;altro che, facendo leva proprio su quel congenito bisogno di “sfogo” del vero uomo, alla fine si fa beffe di lui e lo manovra come un burattino a piacere. Anche qui a mio avviso non c&#8217;è molto rispetto per ciò che l&#8217;altro rappresenta. Somiglia molto ad un truffa benchè sia quasi sempre vista come l&#8217;arguzia delle donne che  sono furbe  più del diavolo e che sanno “stregarti”. Uahooo&#8230;.meraviglioso non aver alcuna autorevolezza e mentire e fingere e svenderti spesso pur di ottenere il riconoscimento del tuo esistere!!!</p>
<p>Su questo le lotte femministe degli anni Settanta in Italia hanno aperto la strada ,spesso davanti ai manganelli delle forze dell&#8217;ordine, per difendere e conquistare  le leggi sul diritto  ad essere soggetto dal punto di vista giuridico,sul divorzio, sulla interruzione spontanea di gravidanza, maggiori tutele nel mondo del lavoro.<br />
Su questi diritti, oggi in discussione più di sempre, negli ospedali in cui l&#8217;85  % dei medici si dichiara obiettore,  nei consultori sempre più a rischio, nella disoccupazione femminile tra le più alte in Europa, nel welfare che  castiga soprattutto le donne e le obbliga a farsi carico di bambini e anziani, nell&#8217;immagine delle donne distorta e quasi sempre priva di autentico rispetto veicolata da tutti i media, noi non dobbiamo mollare la presa.<br />
Tuttavia, benchè attorno a noi donne ci sia poco da festeggiare ,il prossimo 8 marzo non deve necessariamente rappresentare il muro del pianto. Anzi, dobbiamo essere orgogliose di aver dato e continuare a dare scossoni ad una società alla deriva da molti punti di vista: economico, politico, morale. Quindi rallegrarci della tanta strada fatta e soprattutto di un risveglio significativo che dall&#8217;anno scorso ci ha visto riappropriarci delle piazze e delle nostre tantissime voci, ma con l&#8217;atteggiamento prudente di chi sa che ci vorrà ancora tanta tenacia e solidarietà tra noi. Chi si  lasciasse scivolare esclusivamente nelle  rappresentazioni di manzoniana memoria delle”cappe che si inchinano ai farsetti”, ossia, fuori di metafora, delle donne che per un giorno penseranno di essere emancipate emulando il peggio del modello maschile tra cene, mimose e “american dream boys”rivelerebbe solo la futilità della festa.<br />
Perchè ,proprio anche qui, nella ritualizzazione “al maschile”di un festa   della donna, sopravvive l&#8217;amara realtà che l&#8217;unica unità di misura continua a restare quella degli uomini.<br />
 Per concludere con le parole del filosofo svizzero Amiel , trovate nel blog di una amica davvero capace, quel che noi   dobbiamo contribuire  a fare è “spingere le istituzioni ad accumulare l&#8217;esperienza collettiva e da questa esperienza e saggezza, gli uomini sottomessi alle stesse regole vedranno cambiare non già la loro natura, ma trasformarsi gradualmente il loro comportamento. E&#8217; laico anche questo: voler cambiare i comportamenti, non la natura dell&#8217;uomo.<br />
Questo chiediamo a tutte le istituzioni preposte, questo rivendichiamo: equità ed uguaglianza di fatto , non solo di diritto.<br />
Buon otto marzo a tutte!     </p>
<p>Daniela Rosa<br />
responsabile dipartimento regionale cultura</p>
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		<title>Mancano relatrici all&#8217;assemblea del Marinelli sugli sviluppi della crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 19:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolaschiratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Udine]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza sulla crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Marinelli]]></category>
		<category><![CDATA[studentesse liceo]]></category>

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		<description><![CDATA[Manca il punto di vista femminile all’assemblea del Marinelli sulle risposte alla crisi economica Si è svolta il 5 marzo presso l&#8217;auditorium Zanon, una assemblea studentesca di particolare interesse nata dall&#8217; esigenza degli studenti e delle studentesse del liceo Marinelli di avere risposte da chi, nel mondo delle professioni e del lavoro e nelle istituzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Manca il punto di vista femminile all’assemblea del Marinelli sulle risposte alla crisi economica</p>
<p style="text-align: justify;">Si è svolta il 5 marzo presso l&#8217;auditorium Zanon, una assemblea studentesca di particolare interesse nata  dall&#8217; esigenza degli studenti e delle studentesse del liceo Marinelli di avere risposte da chi, nel mondo delle professioni e del lavoro e nelle istituzioni ha il compito di governare la società per trovare risposte alla crisi sotto l’ aspetto finanziario, socio-economico e politico-istituzionale.. Erano presenti il PRESIDENTE  DEGLI INDUSTRIALI dott. LUCI, il SINDACO UDINE prof. HONSELL, IL  PRESIDENTE DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO dott. GRAFFI BRUNORO, il PRESIDENTE della FONDAZIONE C.R.U.P. dott.D’AGOSTINI, il presidente di FRIULI INNOVAZIONE ing. FERUGLIO  e il PRESIDENTE PROVINCIA DI UDINE on. FONTANINI. Iniziative di qualità come queste rispecchiano l&#8217;intelligenza e la capacità dei e delle giovani. Per questa ragione riteniamo di dover sottolineare,  che forse sarebbe stato giusto che su quel palco partecipassero, a portare il loro punto di vista, anche alcune rappresentanti femminili. Le donne sono presenti, protagoniste, vittime di questa crisi e soprattutto sono una forza sempre più attiva nella nostra società, prevalenti anche nei licei scientifici come numero di iscritte, presenti nel mondo del lavoro, nelle migliori all&#8217;università, basti ricordare che, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Udine sono stati assegnati sei premi istituiti per incentivare le eccellenze scientifiche e cinque di questi sono andati ad altrettante ricercatrici.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un caso che la presidente e la vicepresidente della consulta studentesca, siano proprio due studentesse marinelliane.</p>
<p style="text-align: justify;">Auspicando che  incontri di questo tipo possano essere realizzati in altri istituti, rileviamo con forza che la cultura di genere, la formazione alle pari opportunità, la valorizzazione del merito di cui le donne sono fortemente in credito, va sottolineata nella scuola e soprattutto quando questa si confronta con la società che la circonda.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per questo nella settimana dell&#8217;otto marzo, auspichiamo che nelle prossime occasioni, tutti gli istituti e a maggior ragione quelli che per storia formano la classe dirigente della nostra regione, non manchino di proporre il punto di vista femminile e di cercare interlocutori donne della società civile e politica, invitiamo gli studenti e in particolare le studentesse ad essere protagoniste e a rivendicare lo sguardo e la presenza femminile, consapevoli che la presenza delle donne nei luoghi di lavoro e nei luoghi dove si prendono decisioni è un volano di sviluppo. Le donne hanno elaborato innovative proposte per uscire dalla crisi che stiamo vivendo, per rendere l’Italia un paese più dinamico e democratico.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Paola Schiratti</p>
<p style="text-align: justify;">Vicepresidente commissione consiliare provinciale di Udine per le Pari Opportunità</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Idv: «Caos e sarcasmo puniscono gli immigrati»</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 16:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolaschiratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Udine]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>dal Messaggero del 27 febbraio</strong>
«La richiesta degli 11 ragazzi immigrati dall’Africa e ospitati a Verzegnis, che hanno chiesto di essere trasferiti a Cividale, è stata commentata con sarcasmo dal segretario regionale della Lega Nord, Fontanini». A dirlo in una nota è Paola Schiratti, consigliere provinciale dell’Italia dei valori, che poi aggiunge: «Questi giovani salpati dalla Libia in maggio sono qui da quasi un anno, hanno chiesto asilo politico e le procedure non sono ancora espletate[...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>﻿<strong>dal Messaggero del 27 febbraio</strong><br />
«La richiesta degli 11 ragazzi immigrati dall’Africa e ospitati a Verzegnis, che hanno chiesto di essere trasferiti a Cividale, è stata commentata con sarcasmo dal segretario regionale della Lega Nord, Fontanini». A dirlo in una nota è Paola Schiratti, consigliere provinciale dell’Italia dei valori, che poi aggiunge: «Questi giovani salpati dalla Libia in maggio sono qui da quasi un anno, hanno chiesto asilo politico e le procedure non sono ancora espletate[...]<br />
<a target ="_blank" href="http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2012/02/27/GO_08_05.html?ref=search"><strong>leggi l&#8217;articolo</strong></p>
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		<title>Governance intollerante e xenofoba  in Friuli</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 21:57:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>danielarosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[verzegnis]]></category>
		<category><![CDATA[xenofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[  Le parole sprezzanti e l&#8217;atteggiamento di Fontanini  sugli 11 ragazzi nord africani ospitati a Verzegnis rappresentano  esattamente quanto si rimprovera alle istituzioni da parte degli uomini e delle donne di buona volontà del nostro paese. Egli si lamenta infatti di non sapere se questi giovani sono davvero rifugiati politici. Ci si chiede chi dovrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p>Le parole sprezzanti e l&#8217;atteggiamento di Fontanini  sugli 11 ragazzi nord africani ospitati a Verzegnis rappresentano  esattamente quanto si rimprovera alle istituzioni da parte degli uomini e delle donne di buona volontà del nostro paese. Egli si lamenta infatti di non sapere se questi giovani sono davvero rifugiati politici. Ci si chiede chi dovrebbe saperlo se non lui? Se, come sembra, questi giovani sono da un anno nella nostra regione e hanno chiesto asilo politico, quali azioni sono state poste in essere per accertare e conseguentemente tutelare i loro diritti ? E i diritti degli abitanti di Verzegnis a capire per quanto tempo avrebbero dovuto prendere in affido dalle  istituzioni persone scampate a chissà quali traffici di esseri umani, data la ormai a tutti nota corruzione che dilaga nella polizia libica?</p>
<p>Perchè deve essere ancora una volta chiamata in causa la società civile  nella gestione di un&#8217;emergenza ?  Questi ragazzi su cui ora &#8211; oltre al danno la beffa!- pesa il giudizio di ingratitudine contro il buon cuore di chi li ha finora ospitati sono mai stati convocati per ascoltare il loro calvario? In un anno  di presenza sul nostro territorio è mai stato organizzato un confronto con le varie istituzioni preposte, oppure che ne so, una mail, un colpo di telefono per affrontare il problema e tentare una risoluzione che non sia così patetica come quella di spostarli da un paese all&#8217;altro del Friuli, come fossero sacchi di rifiuti che non si sa bene dove smaltire?</p>
<p>Come mantenere il rispetto verso le istituzioni se queste per prime non lo nutrono verso se stesse, disattendendo -per sciatteria, opportunismi ideologici, insipienza -  sia  ai dettati della Costituzione sia a quelli dei diritti universali dell&#8217;uomo?</p>
<p>In FVG si può essere “ospiti di gente unica” , un po&#8217; meno  di una governance intollerante e xenofoba inadeguata, che non a caso si fa bocciare dal Tribunale di Udine, dal Governo  nazionale, dalla Corte costituzionale e dalla Commissione europea&#8230;..e non mi si venga a dire che questo è un complotto&#8230;..</p>
<p>       Daniela Rosa<br />
responsabile regionale dipartimento cultura</p>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 18:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bardom</dc:creator>
				<category><![CDATA[Udine]]></category>

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		<description><![CDATA[<a target="_blank" href="./wp-content/uploads/2012/02/baraban.pdf"><img src="./wp-content/uploads/2012/02/baraban1.jpg" width="500" height="356" /></a>]]></description>
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		<title>In poche ore due accoltellamenti</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 21:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolaschiratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Udine]]></category>
		<category><![CDATA[accoltellamenti a Udine]]></category>
		<category><![CDATA[disagio sociale]]></category>
		<category><![CDATA[relazione uomo donna]]></category>

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		<description><![CDATA[Due accoltellamenti in poche ore e nello stesso quartiere a Udine,  definita spesso gradevole e tranquilla città di provincia, ma sacche di disagio sociale esistono anche nella nostra città, come ben sanno tutti i servizi che sono preposti ad intervenire nelle situazioni di emarginazione e di degrado segnalate a vari livelli. Si tratta di fatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due accoltellamenti in poche ore e nello stesso quartiere a Udine,  definita spesso gradevole e tranquilla città di provincia, ma sacche di disagio sociale esistono anche nella nostra città, come ben sanno tutti i servizi che sono preposti ad intervenire nelle situazioni di emarginazione e di degrado segnalate a vari livelli. Si tratta di fatti delittuosi maturati tra conviventi  con  relazioni tempestose e spesso sconfinanti in minacce e aggressioni. Situazioni sotto gli occhi di tutti, segnalate ai servizi sociali o alla questura , con tentativi di ricomposizione e di ricerca di una parvenza di normalità, ma di breve durata fino alla successiva scenata. Lo sappiamo tutti che si tratta in molti casi di una tragedia annunciata, nonostante l’impegno di istituzioni, di famigliari e amici, ed é facile farsi cogliere da un senso di impotenza quando certe previsioni trovano conferma.</p>
<p>Che fare, anche in un momento di crisi generale come quello che stiamo vivendo ?</p>
<p>La  riflessione iniziale  é che i servizi preposti alle persone in difficoltà non possono e non devono essere ridimensionati, penso che la solidarietà verso chiunque  si trovi in una situazione di indigenza o di dipendenza debba rimanere un valore riconosciuto sempre, nonostante i tempi difficili che stiamo vivendo. L’ altra riflessione su cui tutti i movimenti delle donne, ma anche di uomini  é che va rivista la relazione tra uomo e donna in un’ottica di rispetto reciproco, di autentica parità di accesso ai diritti e di riconoscimento della differenza di genere, perché tra i due sessi si affermino sentimenti come considerazione, stima, rispetto. Si tratta di un progetto a lungo termine, che deve riguardare soprattutto le giovani generazioni, ma sono anche dell’avviso che dobbiamo imparare a prevenire e non ad agire quando ormai  le cose sono compromesse a tal punto che si evolvono in tragedie.</p>
<p>Paola Schiratti</p>
<p>Coordinatrice regionale donne IDV</p>
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